Argomenti
Skip Navigation Links
Newsletter
Email:

Chi c'è in Poltrona

 Dieci domande all'Arch. Salvatore Cannito 

1. Ciao Salvatore, ci racconti qualcosa di te?
Sono un giovane architetto della provincia di Bari, che ha vissuto un’infanzia meravigliosa, davvero felice. I miei genitori, che tenevano molto alla mia formazione, mi hanno dato la possibilità di studiare ciò che amavo di più…Architettura, nella meravigliosa Firenze; qui dopo anni di sacrifici e battaglie, il sogno è diventato realtà, mi sono laureato e mi sono ritrovato finalmente “Architetto”. In questa splendida città d’arte, sono cresciuto professionalmente e, dopo diverse e preziose esperienze lavorative in tutta Italia, ho finalmente dato vita ad un mio “studio di progettazione”.  Mi occupo di progettazione architettonica, interior design, allestimenti, ristrutturazioni e tanto altro. Ho tante passioni quasi tutte legate al mio lavoro, dalla decorazione al design, dall’arte all’architettura, dalla sperimentazione all’ingegnerizzazione del prodotto, dall’arredamento alla musica, dalla lettura alla pittura. Porto con me sempre blocchi bianchi su cui disegnare, passione e ossessione che mi porta “a pensare disegnando”, mi diverto a inventare forme, case, oggetti che diventano pezzi di “un teatro del mondo” in cui l’uomo può sentirsi davverolibero di vivere. I disegni sono degli scritti che parlano di me, parlano dei miei progetti.
 
2. Quando hai capito di voler diventare architetto?
Da piccolo frequentavo molto volentieri lo studio di mio padre presso l’impresa edile per cui lavorava. Sono rimasto affascinato dai progetti, dal disegno della pianta in cui una famiglia potesse vivere la propria vita, così da allora ho iniziato a disegnare anche io piante di case, a fare i miei primi schizzi e non solo. Delle belle case, in cui l’uomo possa sentirsi libero, dove possa vivere la propria esistenza, trascorrere i momenti più belli e le esperienze più profonde. L’architettura è questa, un grande contenitore di suoni, di arte, di design, è un involucro di emozioni, sensazioni e di spiritualità. Fare l’architetto è capire l’uomo e disegnare tutto quello che riguarda l’ambiente in cui vive.
  
3. Quando progetti, qual è la prima cosa che fai?
Cerco di capire la vera natura del luogo, la sua identità, per poterla tradurre in un bellissimo progetto architettonico. In verità, il primo pensiero va al ricercare un'architettura "appropriata", quella “giusta”, che sia in armonia con il contesto, con le risorse e con chi dovrà viverci. Faccio costantemente pensieri che si tramutano in progetti. La mia progettualità nasce dal desiderio di raccontare delle storie, ecco perché molto spesso parto da un testo scritto, prima ancora di relazionarmi con il cliente; poi seguono gli schizzi più o meno piccoli, rigorosamente a matita o pennarelli di vario genere. Sono questi i ragionamenti che si assemblano, si combinano e si trasformano in progetti che vengono definiti e successivamente inseriti graficamente nel computer.
 
4. Quali sono le richieste più frequenti da parte delle coppie che si rivolgono a te?
Le giovani coppie alle prese con la loro prima casa solitamente hanno idee confuse e stravaganti, ma che ben presto con il mio aiuto si definiscono in un progetto coordinato. Le richieste che con il lavoro progettuale si delineano sono orientate verso una casa bella e funzionale, che sfrutti al massimo le caratteristiche della casa stessa e i suoi spazi. I giovani non si lasciano mancare alcun tipo di tecnologia e di innovazione, dal living alla cucina, dalla zona notte al bagno. Amano e richiedono delle forme squadrate, molti geometrismi, cromatismi particolari e decorazioni in tutte le stanze. Il bagno, per molte coppie non è più un semplice luogo privato ma una stanza da mostrare e quindi da arredare in modo ricercato; nel soggiorno, ormai protagonista assoluta è la tecnologia e quindi si desiderano monitor di ultima generazione, impianti hi-fi; molti richiedono l’angolo lettura e molti sono quelli che non vogliono rinunciare ad uno spazio relax. Nella stanza da letto, più che nel living, la regola è scegliere arredi che facciano sentire a proprio agio, deve regnare un’atmosfera di quiete. La cucina sconfina nell’ambiente giorno e spesso lo contamina. Le coppie di oggi non si spaventano di osare, anzi vogliono la differenza che solo un bravo architetto può dare.
 
5. La casa che vorresti far abitare a una coppia di giovani sposi è…
Una casa con molta luce, un luogo magico e unico. Ambienti bianchi, dilatati, in cui vige la calma, la serenità, la concentrazione e la meditazione. Una casa minimalista come risposta a quella che è la povertà del nostro tempo, figlia della stanchezza per il troppo. Un’architettura intesa come riparo, in cui tutti gli oggetti, l’arredo, i materiali e la tecnologia scelti abbiano un ruolo importante. Il loro utilizzo semplice e al tempo stesso complesso deve rendere questo contenitore, che è la casa, ricco di forme e di contrasti chiaroscurali, da osservare ma soprattutto da vivere.
 
6. Nella nostra casa cosa non deve mai mancare…
Una stanza per il guardaroba, o almeno un ambiente dedicato a quest’ultimo, è il sogno proibito per molti giovani, quasi uno status symbol. In alternativa al classico guardaroba, quando lo spazio lo consente, sarebbe meglio scegliere una cabina armadio che dà la possibilità di razionalizzare gli spazi disponibili, creando soluzioni personali e funzionali.
 
7. Un consiglio per gli sposi che amano stupire,… l’idea in più
Il benessere a casa tua! Dedicarsi alla propria salute, al relax di corpo e mente è il desiderio di molti, farlo all'interno della propria casa è un vantaggio non da poco. Una tavernetta o semplicemente il proprio bagno di casa potranno rivelarsi ideali per accogliere un'area attrezzata per il wellness a misura della giovane coppia.
Dopo una frenetica giornata di lavoro, concedersi un momento di relax è sicuramente un modo per rilassarsi più salutare rispetto al classico divano, oltre alla sensazione di benessere che se ne ricava.
 
8. Architetto, tutti gli sposi sostengono che la “ CASA DEVE ESSERE QUELLA DEI SOGNI”, è da lì che comincia il vero “ Viaggio della bellezza”, cosa ne pensa…
“La bellezza è la qualità di ciò che è bello”. Èquell’insieme armonico di forme e di proporzioni che ispira un sentimento di piacere. La bellezza è la qualità delle cose che ci circondano. L’uomo all’interno della propria abitazione è inconsciamente attore e spettatore di un grande teatro: LA CASA. Le nostre abitazioni sono sempre più spesso piene di oggetti che non appartengono a chi le abita. Oggetti, prodotti, sempre più progettati. La casa deve essere invece ricca di sentimenti, dovrebbe essere lo specchio di colui che abita lo spazio. Se i prodotti sono ben disegnati, progettati, collocati, la gente impara che cosa è il bello. La casa è un mondo-contenitore, un magazzino teatrale, un palcoscenico dove poter recitare la propria quotidianità. È importante che gli oggetti sapientemente collocati siano belli, piacevoli, in questo modo l’uomo può sentirsi bene e sereno. Costruire una casa per l’uomo significa realizzare un luogo e degli oggetti con cui sia possibile stabilire rapporti non soltanto d’uso e di funzionalità, ma anche di natura psicologica, simbolica, poetica. L’uomo deve poter abitare poeticamente. La casa dei sogni esiste per ognuno di noi, basta inventarla!
 
9. Che rapporto instauri con i tuoi committenti?
L’uomo che abita la mia architettura, il cosiddetto cliente, cerco di trasformarlo in amico, sempre, nel senso che stiamo ore e ore a chiacchierare, ci vediamo, gli mostro gli schizzi e parlo delle mie idee progettuali. La casa è lo spazio, il luogo in cui si consuma l’esistenza. Vivere la casa vuole dire progettarla, indossarla come un vestito da portare sempre con sé. Il progettista, l’architetto in fondo è uno stilista che disegna questo vestito. Inventa, crea, propone, sceglie per gli altri, vive per gli altri. L’architetto vive la sua vita disegnando l’esistenza per gli altri. Per forza di cose il committente deve essere uno che conosci bene e che capisci, solo così si può vivere la sua vita.
 
10. Qual è il suo motto?
Semplicità, coerenza, funzionalità, divertimento, “fare meno e farlo meglio.”
 
 GUIDA PER SPOSI TI RINGRAZIA